di Giovanni Martinelli
Introduzione
Capita spesso che nell'analisi della potenza militare di un certo Paese, e più nel dettaglio quella di una sua Forza Armata, vengano utilizzati dei simboli, vale a dire particolari sistemi d‘arma (intesi anche come aerei o navi) che, per le loro caratteristiche peculiari, finiscono per l'appunto con il simboleggiarne le capacità.
Una sorta di rappresentazione artificiale dal valore spesso discutibile ma che finisce pur sempre con il conservare sempre un qualche fascino. E a questa regola dalle caratteristiche così singolari non potevano non sfuggire i 4 incrociatori a propulsione nucleare Project 1144 Orlan o "Kirov" secondo la classificazione NATO, diventati in qualche modo l'emblema della forza della Marina Sovietica (Voenno-Morskoj Flot SSSR) prima, e di quella Russa (Voenno-Morskoj Flot Rossijskoj Federacii, VMF-R) poi.
Certo, simboli più a livello di immaginario collettivo che non di reale impiego operativo, per un titolo che, oltretutto, hanno finto con il condividere con altre piattaforme per certi versi ancora più famose e cioè i 6 grandi sottomarini nucleari lanciamissili balistici Project 941 Akula ("Typhoon" secondo la NATO); considerazioni se vogliano anche futili, soprattutto se si considera che tutto questo sarà comunque travolto dai grandi sconvolgimenti che hanno interessato il blocco orientale e, più in particolare, l'Unione Sovietica.
Resta il fatto che alla loro apparizione negli anni 80, proprio in contemporanea con il momento di massima espansione della Voenno-Morskoj Flot SSSR, i "Kirov" e i "Typhoon" (nonché le previste portaerei della classe Project 1143.5 Orel) avevano davvero prodotto più di una preoccupazione nelle Marine occidentali.
Con una differenza importante, rappresentata dal fatto che mentre gli sconvolgimenti politici seguiti alla dissoluzione dell'Unione Sovietica e le successive difficoltà della Russia stessa incideranno pesantemente sia sui "Typhoon" (tanto che oggi una sola delle unità è in servizio e solo per scopi sperimentali) sia sulle portaerei (anche in questo caso, con una singola piattaforma in servizio, l'Admiral Kuznetsov), ben diverso sembra presentarsi il discorso riguardante i "Kirov".Come vedremo in seguito, quando anche per questi incrociatori il destino sembrava segnato con (ancora una volta) una sola nave in servizio attivo, proprio in tempi recenti si sono invece registrate delle novità importanti, tali cioè da far pensare a una sorta di seconda vita per queste potenti unità di superficie; o almeno, per alcune di esse.
Project 1144 Orlan
La genesi del programma relativo a una nuova classe di incrociatori a propulsione nucleare per Marina Sovietica deve essere fatta risalire alla meta degli anni 60. A influenzare la decisione di seguire una tale strada contribuisce soprattutto la comparsa del CGN-9 (Cruiser Guided Nuclear) Long Beach, entrato in servizio nella US Navy proprio pochi anni prima e cioè nel 1961. La Marina Americana aveva fatto il proprio ingresso nell'era della propulsione nucleare per le grandi unità di superficie con altre unità che seguiranno di lì a poco, prime fra tutte le grandi portaerei di squadra. La risposta sovietica, tuttavia, non è immediata e soprattutto non altrettanto decisa; a pesare sono principalmente 2 fattori, il primo rappresentato dalla grande importanza nella dottrina Sovietica che allora veniva attribuita alla componente subacquea rispetto a quella di superficie (con la prima che finiva così con il ricevere le maggiori attenzioni) e il secondo dalla difficoltà a definire con precisione compiti e caratteristiche di eventuali nuovi incrociatori.
Non è un caso infatti che il primo vero lavoro in questo senso, allora noto come Project 63, ebbe vita breve; dopo essere stato avviato nel 1957 con la prevista costruzione di ben 7 unità da 15/16.000 tonnellate di dislocamento, appena un anno e mezzo dopo fu cancellato. Dunque, è solo intorno alla metà degli anni 60 che riprendono gli studi relativi a una nuova classe di incrociatori, da allora identificati come Project 1144 Orlan; il compito viene affidato al Design Bureau Severmoe PKB di San Pietroburgo (o, per completezza, dell'allora Leningrado). Il progetto di partenza è quindi incentrato su di una piattaforma con un dislocamento di circa 9.000 tonnellate per la quale era previsto un compito molto specifico: dare la caccia e distruggere i sottomarini nucleari lanciamissili balistici nemici fin dalle primissime fasi di un eventuale conflitto. Fermo restando che, a fronte di una specializzazione nel campo della lotta ASW (Anti-Submarine warfare), una certa attenzione era comunque riservata anche alle capacità nell'AAW (Anti-Air Warfare);