Analisi Difesa anno 13 numero 128
002 - ANALISI MONDO

NEWS DA MOSCA

di Maurizio Sparacino

Il Sukhoi 35 ha ancora chanches in Brasile
Maggio 2012 - Secondo le dichiarazioni fornite dal Direttore del FSMTC Alexander Fomin (Servizio Federale per la Cooperazione Tecnico-Militare, ente che esegue le funzioni di controllo e supervisione nel settore della cooperazione tecnico-militare in conformità con le leggi della Federazione russa), il caccia Sukhoi Su-35 potrebbe rientrare di diritto nella partecipazione alla gara d’appalto brasiliana denominata FX-2. Si tratta di una gara che prevede l’acquisto di 36 caccia la cui consegna dovrebbe avvenire entro il 2015, mentre altri 84 velivoli dovrebbero successivamente essere assemblati in loco entro il 2024, sotto la classica formula della costruzione su licenza. "Non abbiamo informazioni ufficiali riguardanti la chiusura dell’offerta. Non sappiamo se la gara d’appalto stia continuando o meno, e non sappiamo nemmeno chi sia il vincitore. Se la gara d’appalto dovesse riaprirsi siamo pronti a cooperare con i partner brasiliani”, ha dichiarato Fomin. Il Brasile dal canto suo non esclude la possibilità di un’ulteriore partecipazione dei velivoli Su-35 alla gara. Il Su-35 è un caccia di superiorità aerea di generazione “4++”, che unisce tra l’altro ottime capacità di attacco al suolo (possedendo al contempo una ridotta tracciatura radar e un’elevata manovrabilità); ha una velocità di volo massima pari a 2400 km/h,  un’autonomia di 3400 km e un raggio di combattimento di 1400 km. É equipaggiato con un cannone da 30 mm e dispone di 12 punti di attacco per montare una vasta tipologia d’armamento; ricordiamo inoltre che 48 esemplari di Su-35 saranno consegnati alla VVS russa entro il 2015. Oltre al Su-35, tre aerei hanno preso parte alla gara d’appalto aperta nel 2007: il francese Dassault Rafale, lo statunitense Boeing F/А-18E/F Super Hornet e lo svedese Saab JAS 39 Gripen. Entrati in finale i soli caccia europei Rafale e Gripen, la decisione finale (anche per via dei rapporti tra l’ex presidente brasiliano Lula Da Silva e il presidente francese Nicolas Sarkozy) sembrò essere destinata in favore del caccia francese Dassault, benché i vertici della FAB propendessero per il più piccolo Gripen. La gara d’appalto attualmente risulta invece sospesa e il cambio della presidenza del Brasile avvenuto a gennaio 2012 a favore di Dilma Vana Rousseff potrebbe a questo punto riaprire i giochi o addirittura vedere un totale cambio di destinazione dei 4 miliari di dollari previsti per l’acquisto dei caccia.

Russia e Cina: ancora impasse sui Su-35

maggio 2012 - I negoziati per la vendita in Cina di caccia russi Sukhoi Su-35 (vedasi articolo "Russia e Cina: quasi accordo sui caccia Su-35" - AD numero 127) si sono nuovamente arenati. Secondo affermazioni pronunciate dal vicedirettore generale di Rosobonorexport Viktor Komardin, pare infatti che la commessa d’acquisto sia stata sospesa per via del rifiuto di Pechino di acquistare un congruo numero di caccia Sukhoi. “Abbiamo promosso il Su-35 presso il mercato cinese - ha dichiarato Komardin - tuttavia la Cina vuole comprare solo un numero limitato di aerei, mentre noi vogliamo vendere una certa quantità di caccia per far sì che l’accordo possa essere economicamente sostenibile.” Dal canto suo Komardin non ha però comunicato la quantità di velivoli necessaria alla conclusione di questo affare. Per la cronaca: i negoziati sul caccia russo di “generazione 4++” sono in corso da più di un anno e mezzo.

Mosca consegnerà 64 elicotteri all’Azerbaigian 
14 maggio - La Russia consegnerà 64 nuovi elicotteri militari (40 MI-17 da trasporto e 24 MI-35 da combattimento) all'Azerbaigian entro la fine di quest'anno, secondo l'accordo che i due paesi hanno sottoscritto nel 2010, rende noto l'agenzia di stampa Apa. Come aveva preannunciato il presidente Aliyev nel 2007, lo scorso anno il bilancio della difesa dell'Azerbaigian ha superato l'intero bilancio complessivo dell'Armenia, con cui la disputa per il Nagorno Karabakh e' tuttaltro che risolta. Nel 2011, l'Azerbaigian ha quindi aumentato del 56,6 per cento le spese militari rispetto all'anno precedente, portandole a 3,128 miliardi di dollari.