Analisi Difesa anno 13 numero 128
011 - ENDURING FREEDOM

IN MALI ARRIVANO I MILIZIANI PACHISTANI PER ADDESTRARE I JIHADISTI


ANSA -  11maggio - Si riconoscono subito, per i loro vestiti, per come si muovono, per come impugnano i mitra e maneggiano le mine e anche per il fatto di non rivolgere la parola a nessuno, a meno che non facciano quello per il quale sono arrivati: addestrare le reclute che dovranno ingrossare le file di al Qaida nel Maghreb islamico per creare un califfato dove a regnare siano il Corano e la sharja. Li chiamano soltanto ''i pachistani'', perché è dal Pakistan che vengono, preceduti dalla fama di guerrieri instancabili e feroci, capaci di smontare e rimontare qualsiasi tipo di arma da fuoco corta, fatti arrivare nella zona franca che divide il nord del Mali dall'Algeria per addestrare, per fare diventare dei combattenti i ragazzi tunisini, maliani, marocchini, algerini, giunti solo perché spinti dalla Fede o, molto più prosaicamente, per un buon ingaggio. A Timbuctu', dove hanno una loro postazione, i pachistani stanno sgrossando le reclute, tra le quali, dice qualche testimone, ci sono anche giovanissimi, quasi bambini, arrivati nella città gioiello del deserto da soli e che, forse per disperazione o perchè costretti, hanno preso in mano un mitra che riescono appena a reggere. La presenza degli istruttori pachistani a Timbucutù, diventata crocevia di jihadisti e anche di tensioni con i tuareg, sarebbe frutto (non potrebbe essere altrimenti) di un ennesimo patto strategico tra Aqmi e Ansar Dine, gruppo composto originariamente di ''uomini blu'' dissidenti dalla maggioranza laica e ora divenuto una piccola multinazionale di combattenti islamici. I pachistani, insomma, sarebbero utili all'emiro di Aqmi, l'algerino Abdelmalek Droukdel (o Abou Mossaƒb Abdelouadoud, il suo alias più famoso) perché gli consentono di mettere, sia pure nel nome della jihad globale, un piede nella regione di confine tra Mali e Algeria. Ma sono ancora più utili a Ag Yiad Ghaly, il tuareg che ha fondato Ansar Dine e che vede imminente una controffensiva dei tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell'Azawad, che vogliono riprendersi le città che gli integralisti hanno loro filato dopo la conquista ai danni dell'esercito di Bamako. Ghaly in questo momento ha armi (rubate all'esercito maliano (e forse anche arrivate dalla Libia, tramite Aqmi), ha anche parecchi soldi, ma ha bisogno di uomini che soprattutto siano addestrati. Ecco il perché della presenza degli istruttori pachistani che, al di là della spinta confessionale che li muove, ''costano''.