22 maggio. - (Adnkronos/Aki) - L'Iraq sta disegnando una mappatura dettagliata delle aree minate del Paese e di quelle dove si trovano ordigni inesplosi, ma secondo fonti governativi sarà impossibile bonificare il Paese, secondo l'Onu uno dei piu' contaminati al mondo con 1.730 chilometri minati, prima del 2018. ''La mancanza di mappe dettagliate delle mine antiuomo e' uno dei problemi maggiori e amplia i nostri sforzi di bonifica perche' il precedente regime le ha collocate a caso'', ha detto il vice ministro per lo Sviluppo Kamal Hussein Latif all'agenzia di stampa Irin. "Abbiamo collaborto con i ministeri degli Interni e della Difesa dal 2011 per avviare il nostro sondaggio, che aiutera' a identificare con esattezza le aree contaminate'', ha detto. Nonostante questo, ha detto Latif, il Paese non sara' bonificato prima del 2018. L'Iraq si era posto l'obiettivo dello sminamento nel 2008, quando ha aderito alla Convenzione di Ottawa, in base alla quale si e' impegnato a non usare, produrre, acquistare o esportate mine antiuomo. La prima provincia a essere mappata e' Thi Qar, 400 chilometri a sud di Baghdad, dove 98 chilometri sono definiti pericolosi. Le squadre specializzate continueranno poi a operare nelle province più contaminate al sud, ovvero quella di Bassora, Maysan, Muthana e Wasit. ''Queste aree rappresentano almeno l'80 per cento di quelle contaminate nel Paese - ha detto il vice ministro - La mappatura, che prevediamo di terminare per la fine dell'anno, ci aiuterà a redarre piani migliori e a quantificare il personale e il tempo necessari per bonificare ogni area.Molte delle mine antiuomo in Iraq risalgono agli anni Novanta, quando sono iniziati i combattimenti tra il governo di Baghdad e i ribelli curdi pro-independenza nel nord. La guerra tra Iran e Iraq degli anni 1980-88, la Guerra del Golfo del 1991 e l'invasione Usa del 2003 hanno aumentato i problemi. Le zona più contaminate sono quelle lungo il confine con l'Iran. Oltre il 90 per cento della terra contaminata è agricola, con molte mine antiuomo collocate anche attorno ai principali pozzi petroliferi. Una recente indagine condotta dall'Unità di analisi e informazioni delle Nazioni Unite ha visto che il reddito pro capite è più basso nelle aree contaminate da mine, come è più basso il livello di educazione e le famiglie hanno una minore sicurezza alimentare. Nel 2011, circa 30 incidenti causati dalle mine sono legati al 33 per cento di decessi. Stando sempre all'Onu, circa il 60 per cento degli incidenti causati dalle mine antiuomo ha coinvolto persone di età compresa tra i 25 e i 44 anni, mentre il 47 per cento ha colpito bambini di età tra i 5 e i 14 anni.