30 giugno – Verrà testato in Afghanistan il nuovo dirigibile per sorveglianza e intelligence LEMV. Grande come un campo da calcio, il Long Endurance Multi-Intelligence Vehicle (LEMV) può volare ad oltre 20 mila piedi di quota per 21 giorni di seguito. Da anni gli Stati Uniti hanno avviato l’impiego di dirigibili senza pilota anche nel teatro operativo afghano ma il LEMV è il più grande mai realizzato in tempi recenti. Il progetto, del valore di 517 milioni di dollari, seppur con diversi mesi di ritardo è giunto ormai a conclusione e dopo due anni di lavori, il volo inaugurale e' atteso per i prossimi giorni. I tecnici sono impegnati con gli ultimi test delle parti meccaniche e dei motori, realizzati dalla Northrop Grumman Corp. Il 'battesimo' avverrà nella base McGuire-Dix-Lakehurst, in New Jersey, lo stesso luogo dove nel 1937 precipitò dirigibile tedesco Hindenburg, causando la morte di 35 delle 97 persone che aveva a bordo. Finora i dettagli del velivolo-spia sono stati tenuti strettamente segreti dal Pentagono. Sono trapelati solo alcuni disegni da cui si intuisce che ha una forma a pallone da football. Ma secondo quanto scrive il Wall Stret Journal, il Lemv potrà volare ad oltre 20 mila piedi di altezza, il che significa fuori dalla portata delle armi automatiche o dei razzi rpg degli insorti afghani. Sarà dotato di sensori e telecamere supertecnologiche e potrà' intercettare comunicazioni telefoniche ed individuarne il luogo di provenienza, registrare immagini ad alta definizione e monitorare spostamenti di individui ''sospetti''. Diverse fonti fanno anche notare che la gestione del Lemv e' potenzialmente piu' economica di quella dei droni; ma c'e' anche chi fa notare una serie di controindicazioni. Ad esempio non e' chiaro quanto personale sara' necessario per renderlo operativo, o come farlo arrivare in Afghanistan, o anche se, viste le sue caratteristiche, sia adatto alle condizioni climatiche e ai venti delle zone montuose afghane, dell'Hindu Kush. E soprattutto, viste le dimensioni, oltre 100 metri, c'è chi si domanda se c'è un luogo adeguato, in Afghanistan o Pakistan, dove accoglierlo per le normali procedure di manutenzione a cui dovranno periodicamente sottoporlo i tecnici dell'esercito.